Alimentazione consapevole | Il linguaggio segreto del cibo (42 scoperte)

Alimentazione consapevole, Il linguaggio segreto del cibo (42 scoperte)

Ciao da Simonetta, in questo post farò la recensione del libro ‘Il linguaggio segreto del cibo’, 42 scoperte rivoluzionarie sull’alimentazione (di M. Mühl e D. Von Kopp)

Questo è un libro sull’alimentazione consapevole e ci parla di come il nostro rapporto col cibo è influenzato da tanti fattori, dalle memorie del grembo materno fino al marketing nei supermercati.

Essere consapevoli della nostra alimentazione è molto importante perché ci aiuta ad avere un rapporto più sereno col cibo.

Perché ho deciso di leggere il libro ‘Il linguaggio segreto del cibo’

Ho scelto di condividere con te la conoscenza di questo libro perché si tratta di un libro utile e che fa riflettere su una cosa molto importante.

Infatti, noi non siamo dei mangiatori razionali ma siamo invece dei mangiatori multisensoriali, perché il nostro rapporto con il cibo non dipende solo dal gusto, ma anche dagli altri sensi come la vista, l’udito e il tatto.

E poi dobbiamo sapere che tutto noi siamo dei mangiatori molto influenzati, perché subiamo stimoli di cui neanche ci rendiamo conto.

Più noi diventiamo consapevoli di questo, più staremo meglio e più faremo le scelte giuste per noi!

Chi sono le autrici: Melanie Mühl e Diana Von Kopp

Questo libro è un bestseller in Germania è stato scritto da due autrici tedesche.

Melanie Müle infatti è una giornalista tedesca e autrice di un blog sull’alimentazione. Diana Von Kopp invece è una psicologa ed esperta in problematiche che riguardano l’alimentazione.

Il libro è diviso in 42 capitoli (le scoperte rivoluzionarie infatti sono proprio 42), ma si tratta di capitoli brevi che scorrono molto fluidi e quindi posso garantirti che è un libro molto piacevole da leggere.

Una cosa che mi è piaciuta molto è l’ironia delle due autrici che va a pungolare quando serve e ci fa riflettere su alcuni aspetti in maniera ancora più decisa.

7 scoperte di alimentazione consapevole (la mia selezione)

Ovviamente in questo post non parleremo di tutte e 42 le scoperte rivoluzionarie di alimentazione consapevole.

Io ne ho selezionate 7, quelle che mi hanno colpito e che ora voglio condividere con te.

Ricorda: mentre leggi questo post, se ti vengono in mente delle domande o vuoi dire la tua, sentiti libero/a di scrivere nei commenti al fondo di questa pagina e io poi ti risponderò volentieri!

Bene, partiamo dal primo aspetto che mi ha colpito…

1) L’imprinting nel grembo materno ci influenza

Proprio così, i nostri gusti alimentari sono influenzati prima di tutto dall’imprinting che riceviamo nel grembo materno.

Infatti, dopo un paio di mesi dall’inizio della gravidanza iniziano a formarsi le nostre papille gustative.

Dopo circa 12 settimane il feto inizia a deglutire e negli ultimi 3 mesi della gravidanza il ritmo della deglutizione dipende dal sapore del liquido amniotico della madre.

  • Se il liquido amniotico ha un sapore più dolce, allora il feto deglutisce di più.
  • Se invece il sapore è più amaro, il feto deglutisce di meno.

Tutto questo processo, determinerà se ci piace di più il dolce o l’amaro per il resto della nostra vita.

Io per esempio adoro i sapori amari, quindi sicuramente avrò avuto un imprinting nel grembo materno di un certo tipo…

Questo meccanismo viene anche confermato da un esperimento.

alimentazione consapevole mamma

L’esperimento sulle mamme

Sono state scelte delle mamme in gravidanza e sono state divise in 3 gruppi.

  1. Il primo gruppo di mamme ha bevuto succo di carota durante tutta la gravidanza
  2. Il secondo gruppo ha bevuto succo di carota solo dopo il parto
  3. Il terzo gruppo non ha bevuto il succo di carota

Bene, quando sono nati, i bimbi sono stati svezzati e dopo lo svezzamento hanno iniziato a mangiare i primi cibi solidi.

I figli delle mamme che hanno bevuto per tutta la gravidanza il succo di carota andavano matti per la pappa preparata con le carote, mentre gli altri bimbi non ne volevano sapere della pappa di carote,

quindi che cosa ci dice questo esperimento?

Che il liquido amniotico della mamma ci influenza, perché i bambini che adoravano la carota riconoscevano il sapore della carota come il sapore che c’era nel liquido amniotico.

Quindi per avere dei bimbi poco schizzinosi e che mangiano di tutto, durante la gravidanza bisognerebbe stare attenti a mangiare in modo sano e variegato, così dopo ci risparmiaeremo quelle infinite lotte del tipo ‘mangialo che ti fa bene’.

Il secondo aspetto di alimentazione consapevole che mi ha colpito riguarda le diete.

2) Perché le diete non funzionano

E veniamo al capitolo che s’intitola ‘Magri in 30 giorni? Perché le diete non funzionano.’

La domanda è: esistono diete efficaci?

Secondo le autrici, le diete non funzionano per il fatto che ci impongono dei divieti, delle condizioni troppo restrittive.

In più spesso sono generiche, si basano su ingredienti miracolosi che ci devono far dimagrire velocemente e alla fine non tengono conto di un fattore importantissimo: il nostro peso corporeo di riferimento.

Se noi non teniamo conto di questo fattore, possiamo anche fare una dieta super ferrea (e perdere peso), ma alla fine il nostro corpo ci porterà sempre al punto di partenza, ovvero il nostro peso corporeo di riferimento.

Quindi, più della dieta, che spesso non ci porta frutti perché non ci fa avere un rapporto sereno con il cibo, è importante concentrarsi sulle buone abitudini alimentari, come fanno ad esempio i giapponesi che dicono “mangia fino a sentirti sazio all’80%”.

Questo argomento del peso corporeo di riferimento è davvero molto importante da comprendere, ma in questo libro viene solo accennato perché si dovrebbe fare un libro solo su quello.

Per fortuna ho approfondito proprio questo argomento nella mia recensione sul libro “Il codice del dimagrimento” di Jason Fung.

Un altro capitolo che mi ha colpito si intitola ‘niente panico: i carboidrati’.

carboidrati alimentazione consapevole

3) Niente panico: i carboidrati

Diciamolo: i carboidrati sono sempre un po’ la nostra bestia nera e a volte ci mettono in ansia.

infatti abbiamo paura che i carboidrati ci fanno ingrassare, ma questo capitolo ci fa capire che spesso noi abbiamo delle etichette in testa del tipo: ‘sano’ ‘malsano’ ‘fa bene’ ‘fa male’, ecc.

Di conseguenza tendiamo un po’ ad applicarle in maniera superficiale a tutto quello che ci capita.

Il problema però è che rischiamo di prendere delle cantonate e di non vedere le cose come realmente sono.

In questo capitolo si parla di un sondaggio che è stato fatto dallo psicologo Paul Rozin.

In pratica dopo aver raggruppato delle persone, ha fatto loro una domanda molto curiosa:

“se vi doveste trovare su un’isola deserta quale cibo vi portereste con voi?”

La persone dovevano scegliere un solo cibo tra:

  • banane
  • spinaci
  • erba medica
  • mais
  • hot dog
  • cioccolato bianco

Intanto ti chiedo: tu cosa porteresti con te?

Ora vediamo come hanno risposto i partecipanti…

Le risposte più gettonate sono state le banane e gli spinaci, mentre il cioccolato bianco e l’hot dog all’ultimo posto.

Ma in realtà sono proprio questi ultimi due cibi di cui avremmo veramente bisogno su un’isola deserta.

Perchè?

Semplice, perché sono quelli più ricchi di grassi e di zuccheri!

E in quel contesto sarebbero proprio i grassi e gli zuccheri che ci darebbero l’energia per sopravvivere.

Quindi, ora avrai capito che è importante non ragionare per etichette, ma è importante andare un po’ più a fondo sulle cose e capire che ci sono grassi e grassi, zuccheri e zuccheri, situazione e situazione.

Nel libro ‘Il linguaggio segreto del cibo‘ si parla proprio di andare oltre le etichette.

Ma veniamo al quarto capitolo sull’alimentazione consapevole.

Questo è quello che mi ha colpito di più in tutto il libro, perché ha stravolto una convinzione che io avevo.

Il capitolo si intitola: ‘l’errore del crudismo, come la cottura del cibo ha reso l’uomo più intelligente’.

4) L’errore del cruduismo: perché cuocere i cibi fa bene

Io ho sempre pensato, pur non essendo crudista, che il cibo crudo avesse più potere nutritivo rispetto a quello cotto.

Invece, grazie a questo libro, ho scoperto che non è così.

In particolare, ho scoperto che se mangio una carota cruda assimilo l’1% del betacarotene che c’è dentro.

Se invece mangio una carota cotta, ne assimilo fino al 30%!

In più ho scoperto che spezie come la salvia, il timo e il rosmarino sprigionano le loro proprietà nel cibo cotto e questa, lo ammetto, è una cosa che mi ha stupito molto.

Inoltre, nel libro ‘il linguaggio segreto del cibo’ si parla di come la cottura del cibo abbia cambiato radicalmente la vita dell’uomo.

Lo sappiamo, un tempo gli uomini cacciavano (i primitivi) ed erano costretti a mangiare cibo crudo che masticavano a lungo, senza contare che impiegavano tantissime ore per digerire.

Con l’arrivo del cibo cotto, tutto si masticava e si digeriva molto più velocemente e questa nuova abituine ha completamente cambiato la vita di questi uomini.

In più c’è anche una dimensione sociale, ovvero il ritrovarsi intorno al fuoco per mangiare, un pò come noi oggi ci ritroviamo insieme a mangiare intorno ad un tavolo.

Quindi questo è un capitolo che vale veramente la pena e mi ha dato molti spunti su cui riflettere e su cui approfondire

Il quinto aspetto di alimentazione consapevole di cui voglio parlare riguarda il fatto che l’essere umano è un mangiatore multisensoriale.

5) Siamo dei mangiatori multisensoriali

Proprio così.

Non c’è solo il gusto, ma per esempio c’è anche la vista…

Si dice sempre ‘anche l’occhio vuole la sua parte’ e infatti come viene presentato il cibo ha la sua importanza.

Beh, anche io devo ammettere che, se mi si presenta un mega piatto di pasta che straborda tutte le parti, non mi viene neanche voglia di mangiarlo.

Se invece mi viene presentato in un certo modo, sicuramente il mio appetito aumenta!

E nel libro ‘Il linguaggio segreto del cibo’ si parla anche di questo…

Quello che si dice in questo capitolo riguarda una cosa molto curiosa che ha a che fare con le stoviglie che noi utilizziamo per servire il cibo a tavola.

Per esempio nel libro si dice che i piatti rossi fanno passare la fame.

Mi viene subito da pensare che, se voglio dimagrire 5 kg, una buona tecnica potrebbe essere quella di mangiare sempre in un piatto rosso 🙂

Il rosso è un colore che viene associato al pericolo, ad esempio ai funghi velenosi, all’estintore, ecc

quindi il cibo nel piatto rosso non stimola tanto l’appetito e allora le due autrici dicono (con molta ironia): tenere dei piatti rossi in casa fa sempre comodo, perché se dovesse capitare un ospite antipatico, almeno sai come trattarlo!

Simonetta e Gianluca vacanza calabria

Simonetta e Gianluca in vacanza in Calabria

E mi ha fatto anche pensare che, a parte due piatti neri, io e Gianluca abbiamo in cucina solo piatti bianchi.

Tornando piatti neri, se li guardi senza cibo dentro, ti posso garantire che sono belli (sono piatti di design!)

Ma la verità è che noi non riusciamo mai a mangiare dentro a quei piatti: evidentemente quel contrasto col nero non ci piace, perché visivamente si crea una resistenza.

Quindi, per gli ospiti indesiderati, tenete dei piatti rossi in dispensa che non si sa mai!

Intanto ti ricordo che, se quello che ti ho detto ti ha suscitato delle curiosità e delle domande, sentiti libero/a di scrivere nei commenti qui sotto.

Un altro aspetto importante di alimentazione consapevole è il senso di sazietà.

6) Alimentazione consapevole: sappiamo distinguere se siamo davvero sazi?

Ti do già la risposta: mediamente non sappiamo distinguere quando siamo realmente sazi.

Pensa che a volte addirittura pensiamo di avere fame, ma in realtà si tratta di segnali di sete!

Ne parliamo in questo articolo sull’importanza del bere acqua.

Torniamo a noi, le due autrici infatti che cosa ci dicono?

Che siamo pieni di condizionamenti e spesso siamo abituati a pensare che ‘finché ce n’è nel piatto allora possiamo mangiare’ e quando il piatto è vuoto siamo sazi.

Ma in realtà non è affatto così.

Dovremmo sentirci sazi anche se c’è ancora roba nel piatto ma, dobbiamo ammetterlo, questo è un po’ un automatismo che ci prende un pò tutti.

Ed è capitato anche a me.

Quante volte io e Gianluca finivamo le cose con sforzo per finire tutto quello che c’era nel piatto.

Poi abbiamo capito che possiamo essere sazi anche prima.

E se ci saziamo prima, magari mettiamo da parte quello che è rimasto e si mangia il giorno dopo.

esperimento del pomodoro

L’esperimento del sugo di pomodoro

A proposito di questo è stato fatto un esperimento che, da una parte, mi ha divertito, dall’altra mi ha lasciato allibita!

Vediamo se fa lo stesso effetto anche a te…

Sono state scelte delle persone e sono state messe intorno a un tavolo con dei piatti davanti.

Nel piatto c’era della crema di pomodoro.

Ad insaputa dei commensali, questi piatti erano bucati sul fondo e per questo la crema di pomodoro non finiva mai, perché i piatti venivano riempiti continuamente!

Risultato?

Alla fine dell’esperimento le persone che erano a quella tavola hanno mangiato il 73% in più di quello che mangiavano normalmente.

Era subentrato un automatismo, cioè il fatto che se il piatto è ancora pieno non riuscivano a sentirsi sazi.

Quindi è importante rendersi conto che a volte si innescano questi meccanismi, ma noi dobbiamo imparare ad ascoltarci sempre di più!

D’altronde, è di alimentazione consapevole che stiamo parlando.

Un altro aspetto di questo capitolo, riguardo al senso di sazietà, è l’importanza di dove mangiamo.

Il solitario davanti al PC

È stato fatto un altro esperimento.

Sono state selezionate delle persone che mangiavano cena di fronte al computer (facendo un solitario) e poi delle persone che mangiavano a tavola normalmente.

Le persone che mangiavano davanti al computer, mangiavano di più di quelle che erano sedute a tavola normalmente!

Diciamolo, ormai si è un po’ persa quasi l’abitudine della sacralità del pasto a tavola.

Ma è importante mantenere questa abitudine, è importante dedicare un tempo al pasto senza distrazioni.

Sì, perché più siamo distratti e più rischiamo di mangiare di più!

Se non ci ascoltiamo e non sappiamo capire quando arriva un bel senso di sazietà naturale.

L’ultimo aspetto di cui voglio parlarti riguarda la dimensione sociale del cibo e di come il marketing può fare la differenza nelle nostre scelte.

simonetta m&m marketing

7) Come il marketing influenza le nostre scelte alimentari

Beh, ormai lo sappiamo tutti, se andiamo in un supermercato le cose non sono messe a caso: c’è tutto un marketing per farci fare gli acquisti ‘giusti’!

Forse non sai che anche nei locali può essere così.

Il caso della catena di all-you-can-eat

È stato fatto per esempio uno studio su una catena di all-you-can-eat degli Stati Uniti.

Questa catena di all-you-can-eat si è rivolta a un’agenzia di marketing e con tanti piccoli accorgimenti è riuscita a risparmiare la bellezza di 38 mila dollari l’anno per ogni suo ristorante.

Quali sono questi accorgimenti?

Per esempio la posizione del buffet, che non deve essere vicina ai commensali ma deve essere lontana.

E pensa: è ancora meglio se i commensali danno le spalle al buffet, perché così sono meno tentati ad alzarsi in continuazione!

Un altro aspetto importante riguarda la dimensione dei piatti.

Più i piatti sono piccoli e più le persone mangiano di meno.

Quindi, riducendo la dimensione dei piatti c’è stato già un notevole risparmio sulle porzioni.

Anche la posizione delle bacchette influisce, perché le bacchette in genere sono posizionate al buffet (e quindi le persone dovevano alzarsi più volte).

Invece, mettendo le bacchette sui tavoli, i commensali sono rimasti al loro tavolo di più, hanno quindi mangiato di meno e per il ristorante è stato un grande risparmio.

Quindi, se ci interessa praticare uno stile di alimentazione consapevole, è importante capire come il marketing influenza le nostre scelte!

Siamo arrivati alla fine di questo post…

Perché dovresti leggere il libro ‘Il linguaggio segreto del cibo’

Spero che gli aspetti di questo libro che ho selezionato personalmente ti abbiano incuriosito e ti siano piaciuti.

Io sono contenta di aver letto ‘Il linguaggio segreto del cibo’ e di averne parlato con te, perché più riusciamo ad avere un rapporto sereno col cibo e meglio staremo.

E più riusciamo a capire che con il cibo bisogna avere un bel rapporto e non un conflitto, più riusciremo a rimanere in forma come vogliamo!

Come ho detto all’inizio noi non siamo dei mangiatori razionali e quindi questo libro che cosa vuole insegnarci?

Stai con le antenne dritte, stai attento/a e ascoltati, perché più ti ascolti più starai bene, più il tuo rapporto con il cibo sarà veramente sereno!

Se ti interessa leggere questo libro, trovi il link per acquistarlo qui sopra e se hai voglia di farmi delle domande (oppure se lo hai già letto e vuoi condividere il tuo punto di vista) scrivimi pure nei commenti!

Ciao e al prossimo post 🙂

Simonetta Tortore
 

Simonetta, Laureata in Lettere e Networker. Amo il riso (nel senso di ridere!), cucinare (parola d'ordine: sperimentare), dipingere (nel blu dipinto di blu) e la Formula Uno (solo rosso Ferrari!)

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